26.06.2015

Sentenza Consiglio di Stato - La demolizione parziale di un opera abusiva deve essere fattibile


Se il Comune ordina una demolizione di un’opera abusiva deve prima necessariamente valutarne la sua fattibilità pratica. E’ questo, in sintesi, quanto stabilito dalla Sentenza n. 1056/2015 del Consiglio di Stato, che ha rigettato il ricorso di un Comune, dando ragione al responsabile lavori dell’opera contestata. Nello specifico, in seguito ad un intervento di ristrutturazione su un immobile, la volumetria dell’edificio è risultata essere superiore rispetto a quanto assentito dal Comune in fase di rilascio del titolo edilizio. A fronte di ciò, l’ente ha quindi emesso un ordine di demolizione parziale, al fine di porre rimedio alla parte realizzata in modo abusivo. Tale decisione è stata contestata da parte del responsabile dei lavori, che si è prima rivolto al TAR, lamentando un’impossibilità nell’effettuare la demolizione, in quanto avrebbe comportato danni anche alla parte “non abusiva”, senza però trovare ragione. Successivamente, invece, il Consiglio di Stato ha invece accolto le ragioni del responsabile lavori, in quanto ha rilevato che l’aumento volumetrico è di fatto impercettibile e irrilevante dal punto di vista dell’impatto paesaggistico, ma anche, e soprattutto, che l’ordine di demolizione non tiene in considerazione degli eventuali danni che potrebbe arrecare alle parti conformi dell’edificio. Quindi, il CdS afferma che le valutazioni sulla fattibilità pratica e giuridica della demolizione parziale debbano essere fatte al momento stesso in cui la sanzione viene irrogata, e non rimandate al momento dell’esecuzione d’ufficio dell’ordine di demolizione, dopo che il responsabile lavori non ha provveduto da sé al ripristino dei luoghi.

 

Scarica il testo integrale della Sentenza n. 1056/2015


 
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