29.10.2015

Restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione: il legislatore chiarisce terminologie e confini di ogni intervento


La sentenza del Consiglio di Stato n° 3505/2015 fa chiarezza su cosa si intende per ristrutturazione e restauro e risanamento conservativo. Questo è molto importante alla luce dei risvolti urbanistici e fiscali che assume la diversa classificazione degli interventi. Nella motivazione dei giudici si chiarisce che si parla di risanamento conservativo quando si svolge un’attività rivolta a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali. ne consentano destinazioni d'uso compatibili. Pertanto, rientrano in questo ambito il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione di elementi o estranei o deteriorati (ad esempio sostituzione degli impianti o il consolidamento di solai). Mentre, sempre secondo i giudici, si parla di ristrutturazione quando si svolge un’attività consistente nel rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio e nell'alterazione dell'originaria fisionomia e consistenza fisica dell'immobile (ad esempio la modifica del prospetto o della forometria). Quindi, la differenza tra i due tipi di intervento sta nella conservazione formale e funzionale dell'organismo edilizio.

In allegato: La sentenza n° 3505/2015 del Consiglio di Stato


 
29 ottobre 2015

Restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione: il legislatore chiarisce terminologie e confini di ogni intervento

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29 ottobre 2015

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29 ottobre 2015

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